Si è tenuto ieri il Seminario Video organizzato da IAB Italia, che ha visto succedersi sul palco player e personaggi che, con modalità e attività diverse, fanno parte di questa industry.

Nel 2016 il Video Adv crescerà del 30% e varrà un quarto della pubblicità online

Marco Mantemagno

Marco Mantemagno

La “regia” è stata curata da Marco Montemagno che ha invitato sul palco per il benvenuto agli oltre 1.200 partecipanti, Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia.

Noseda ha sottolineato come si sia evoluto il video advertising facendo un paragone con il precedente Seminar svoltosi nel 2014.

Carlo Noseda, Presidente IAB Italia

Carlo Noseda, Presidente IAB Italia

Evoluzione non solo in termini di numeri, ma di prodotto stesso, tanto che ad esempio il concetto di spot televisivo, ormai superato, è stato sostituito dal termine “video” inteso come prodotto qualitativamente valido in primis a livello di contenuto, ma anche di produzione che deve essere studiata e realizzata pensando a più modalità di fruizione: dalla TV al desktop, dal mobile al lettore VR.

Noseda ha poi introdotto alcuni punti di IAB Forum 2016. Tra gli ospiti sono annunciati New York Times, Le monde, Virgin Galactic. Brand consolidati da anni che hanno dovuto affrontare, se non prevenire, i cambiamenti imposti dall’evoluzione digitale e anticipare e immaginare i futuri sviluppi e le infinite possibilità offerte, intelligenza artificiale compresa.

Non a caso il pay out del Forum è Limitless Possibilities.

Dopo Noseda, sul palco si sono avvicendati Antonella La Carpia di Teads e Daniele Sesini, Direttore Generale di IAB Italia.

Antonella la Carpia, Teads con Daniele Sesini Direttore Generale IAB Italia

L’intervento ha evidenziato l’importanza crescente del video advertising sia in termini di investimenti pubblicitari che hanno registrato un +30% nel 2016 rispetto all’anno precedente, sia agli sviluppi della tecnologia.

L’incremento degli investimenti europei nel programmatic video

L’incremento degli investimenti europei nel programmatic video

Fattori che comportano da parte delle aziende l’adozione di una video strategy cross mediale. Ovvero una strategia che consenta di raggiungere il target con contenuti atti ad attrarne l’attenzione e con strumenti che ne consentano la fruizione possibilmente sempre e ovunque.

Tavola rotonda con Youtube, Facebook, Mediamond e Sky

Tavola rotonda con Youtube, Facebook, Mediamond e Sky

Interessante la tavola rotonda che ha visto i principali protagonisti del mondo dell’adv online, tutti insieme riuniti sul palco: Youtube, Facebook, Mediamond e Sky.
Ognuno ha parlato dei propri traguardi e delle prossime sfide. Qui alcuni numeri:

Youtube

1 miliardo di utenti
88 nazioni in cui è presente
77 le lingue in cui è disponibile.

Fattore importante per gli investitori è che la piattaforma coglie gli “umori” e aiuta a capire cosa interessa all’audience che è ormai continuamente bombardata da mille stimoli.
Tra gli eventi top con video di qualità, quest’anno sicuramente olimpiadi e calcio.

Una curiosità: l’ultimo dibattito tra Trump e Clinton ha segnato un boom di visualizzazioni sulla piattaforma di Google, ben 124 milioni.

Facebook

Quasi 1,6 miliardi di utenti
8 miliardi di video visualizzati al giorno.

Oggi la strategia è “video first”. Il video infatti rappresenta oggi  quello che per Facebook fu il mobile 7 anni fa.

La società punta molto su “Live”. Il servizio che gli utenti possono utilizzare per girare video e condividerli in diretta (streaming) con amici o followers.

Il caso eclatante che rappresenta il successo di Live è quello di una mamma che indossando una maschera di chewbacca e condividendo in streaming il suo video ha raggiunto un record incredibile: in poche ore è diventato il video più visto di sempre su FB Live. Il video è stato visto 91 milioni di volte.

In poche parole, un video qualitativamente povero ha raggiunto un audience enorme solo grazie al contenuto,

Concetto che anche negli interventi sarà ripreso ma per evidenziare quanto la qualità sia considerata come elemento distintivo a seconda del media utilizzato.

Mediamond

Davide Mondo ha sottolineato il trend di crescita del video: fatto 100 “l’internet”, se oggi il video raggiunge quota 40, tra 5 anni le aspettative sono pari a 60. Ovvero più della metà dell’intero contenuto disponibile sulla rete.
A questo punto per produttori e investitori una delle principali domande è: come produrre video e come proporli sulla rete?
E ancora: come affrontare il tema della pubblicità erogabile sul prodotto video?
Le esigenze degli utenti internet, TV e altri media sono diverse. Se da una parte c’è interesse quasi esclusivo per il contenuto e poco per la qualità, dall’altra invece la qualità è il fattore premiante.
Occorre segmentare il contenuto, ovvero adattare, anzi sviluppare il contenuto con modalità differenti tra loro.

Sky

Nota decisamente fuori dalle righe e che ha riscosso attenzione da parte di tutta la platea, l’incipit con cui Aldo Agostinelli Digital Officer di Sky Italia ha dato inizio al suo intervento considerando una particolare distinzione tra le company sul palco, ovvero la percentuale di tasse sborsate!
Ovvio il riferimento a Google con cui diversi governi europei hanno aperto una vertenza per la risibile percentuale di tasse pagate, pari al 5% dei profitti.

Passando invece al tema video vero e proprio (ma consideriamo che tutta la tassazione “risparmiata” può divenire facilmente extra budget per gli sviluppi tech di un’azienda), Agostinelli ha parlato del video portale da poco pubblicato da Sky e dell’importanza della qualità dei video proposti.

Per favorire sempre più la diffusione dei contenuti di qualità che Sky produce, anche tra quanti non sono abbonati del canale satellitare, Sky ha infatti ampliato l’offerta dalla tv al web anche attraverso la collaborazione con Italiaonline Sempre con video di qualità e molto appetibili.

Dall’intervento di AOL

Dall’intervento di AOL

Al seguire, altri player hanno raccontato l’esperienza video delle aziende rappresentate, tra cui AOL, 4W che ha sottolineato come sempre maggiore attenzione sarà riservata ai Publisher su questo prodotto,
Sticky che sta cercando di ampliare il proprio raggio d’azione anche in Spagna e che ha raccontato dell’integrazione con FreeWheel ampliando offerta broadcast, Triboo, Teads, …

Premium Content, cos’è per Sticky Ads

Premium Content, cos’è per Sticky Ads

E poi ancora le esperienze di alcuni creators che con i propri video caricati in rete inizialmente più per divertimento e gioco, sono ora veri e propri imprenditori.

Online sono disponibili molti approfondimenti. A voi scegliere quello che maggiormente vi interessa ad esempio:
http://www.engage.it/ricerche/video-advertising-cresce-30-2016/86630
http://www.pubblicitaitalia.it/tag/iab-seminar
o sul DailyNet di mercoledì 18 Ottobre.

Al link http://www.iab.it/eventi/iab-seminar/video-advertising-tra-storytelling-creativita-e-innovazione/agenda/ puoi scaricare i contenuti degli interventi

Marketing & Communication
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